Normandia, un viaggio verso un nuovo inizio

Viaggio di settembre 2024, raccontato solo a marzo 2026.
Ci ho messo davvero tanto tempo prima di iniziare a scrivere di questo viaggio. Un po' perché ho dovuto elaborare tutte le emozioni, un po' perché il periodo successivo è stato pieno di impegni e un po' perché mi mancava quell'ispirazione giusta per mettermi a scrivere.

La Normandia non era sulla mia lista delle mete da visitare, ma vi racconto come mai sono arrivata fino a là con il mio furgo e le due Polpette. Dove lavoravo, veniva richiesto di pianificare le vacanze con un anno di anticipo, e avevo organizzato un viaggio di tre settimane on the road fino a Lofoten, il viaggio dei miei sogni. Pianificato e studiato per diversi mesi, con un'aspettativa chiaramente altissima.
Per motivi non dipendenti da me, ho dovuto prima accorciare il viaggio e successivamente mi sono ritrovata a dover rinunciare. Totalmente disorganizzata e spiazzata a pochissimi giorni dalla mia partenza. Una sola settimana di vacanza e senza il compagno di viaggio che doveva essere con me. Resto a casa ? Assolutamente no: avevo voglia di un viaggio e ho deciso di partire. Ho aperto Google Maps, e ho cercato dove andare. Volevo qualcosa di nuovo: aria fresca e tante ore di strada: in van la vacanza non inizia una volta arrivati a destinazione, il viaggio inizia al momento della partenza da casa !
Avevo già trascorso qualche giorno da sola in furgo, ma sempre in zone per me famigliari. Questa è stata la prima esperienza così lontana da casa, da sola, con Luna e Maki. La prima sera è stata strana: sembrava tutto nuovo, ero sempre un po' all'erta. Sicuramente durante il viaggio cambia completamente essere da sola: impostare il navigatore con anticipo e tutta una serie di piccole abitudini che ho dovuto adeguare. Inoltre, essendo il primo viaggio così lontano da casa da sola, ho scelto di dormire in aree di sosta per camper... che si è poi rivelata una buona scelta siccome tantissimi posti in libera che mi erano stati consigliati non erano più agibili: tantissime strade di campagna che portavano a posti con una vista pazzesca erano bloccati da barriere o da grossi massi.
Dove dormire
Lac d'Orient
Ho deciso che avrei suddiviso il viaggio in due giorni e per trascorrere la prima notte ho scelto un posto a metà strada, vicino al Lac d'Orient . Un posto tranquillo lungo il fiume, ideale per fare delle passeggiate. La prima sera, passata l'adrenalina della partenza, pensavo: "davvero ho trovato il coraggio di partire da sola senza nemmeno sapere dove sto andando". Mi è piaciuto talmente tanto che ho deciso di fermarmi anche sulla via del ritorno verso casa.
Le Havre
Un'area di sosta in una zona strategica e a bordo strada, ma nonostante questo molto tranquilla e senza rumori. Ho avuto fortuna perché sono arrivata che restava un solo posto libero e dopo di me alcuni camper hanno dovuto trovare un'altra sistemazione. Dopo una giornata di viaggio, una passeggiata e tanto vento mi sono goduta la serata con un bellissimo tramonto.
Utah Beach
Poco lontano dalla rinomata spiaggia ci sono i posteggi per auto e dei parcheggi erbosi per van e camper dove è possibile restare durante la notte. Quella sera sono arrivati solo altri due van e la zona, nonostante di giorno sia molto frequentata, resta molto tranquilla durante la notte.
Gouville-sur-mer
Il mio posto preferito di tutto il viaggio. Un'area di sosta lungo la spiaggia, con tantissimi camper. E' stata una serata davvero speciale, una serata che mi ha dato una svolta. Sono partita per questo viaggio che stavo attraversando un periodo personale davvero buio, avevo perso fiducia in me stessa e non ero motivata. Quella sera dopo aver mangiato, dopo aver dato cena a Lune e Maki e dopo aver fatto una passeggiata lungo la spiaggia, mi sono allontanata a piedi e mi sono seduta in un prato. Come se fosse oggi sento ancora la brezza del mare, davanti a me il furgo e oltre la spiaggia un tramonto senza fine. E' durato tantissimo. Ho videochiamato Naty per farle vedere che colori stupendi aveva il cielo e le dicevo che ero ancora incredula di questi giorni in Normandia. Finita la chiamata sono rimasta nel prato e sono stata travolta da tantissime emozioni: ho pianto, poi ho riso. Ma è stato in quel preciso momento che mi sono resa conto di aver chiuso un capitolo della mia vita che fino a quel momento non ero riuscita a lasciarmi alle spalle. Penso che i veri cambiamenti dipendono solamente da noi stessi: possiamo avere amici e famigliari a sostenerci, possiamo avere delle circostanze favorevoli, ma è solo dentro di noi che ad un certo punto scatta qualcosa.
La mattina successiva ho fatto una passeggiata tra le famose Cabines, tutte colorate e il vento è stata una costante di questo viaggio...
Dove passeggiare
Falesia dell'Etretat
Una passeggiata gettonata, ma che vale la pena, sopratutto se fatta un po' fuori dagli orari di punta. Dopo aver attraversato il piccolo bosco si arriva sulla scogliera a picco con una fantastica vista su una delle falesie iconiche della Normandia. Qui dove ho lasciato il furgo: attenzione, quasi tutti i parcheggi in zona hanno la barra che limita l'altezza.
Spiaggia di Cap d'Antifer
Di buona mattina mi sono incamminata lungo le campagne per raggiungere Cap d'Antifer e scendere la lunga scala che permette di passare dalla cima della scogliera alla spiaggia. Nessuno in giro e tutta la spiaggia per noi, che meraviglia ! Al rientro ho scelto una strada diversa costeggiando la scogliera.
Honfleur
Ho lasciato il furgo presso l'area di sosta per camper, per approfittare del carico dell'acqua. Luna e Maki sono rimaste a riposare mentre io mi sono persa per la stupenda Honfleur: cittadina molto piccola ma colorata e con un'aria armoniosa. MI sono persa in un negozio di saponi artigianali !
Spiaggia di Gonneville
Una spiaggia a dune e all'orizzonte una spiaggia non a picco, ma che scende dolcemente. Sulla costa ci sono molte zone simili a questa e normalmente sono poco frequentate. Il parcheggio prima delle dune sarebbe stato perfetto per una notte in libera, infatti l'intenzione era proprio quella di fermarmi li. Poco dopo però è arrivato un altro van, il proprietario però non mi ha fatto una bella impressione e aveva atteggiamenti strani, così ho deciso di spostarmi.
Cap de Carteret
Sulla costa ci sono tantissimi fari e punti panoramici. Durante uno spostamento ho deciso di fermarmi qui per far fare una passeggiata con Luna e Maki. Essendo una zona poco frequentata abbiamo fatto una bella pausa, sdraiate su un prato con il rumore del mare.
Un po di storia tra Cherbourg e Utah Beach
Non sono una fanatica di storia, ma essendo in zona sono andata a visitare due punti storici dello sbarco in Normandia e nonostante la mia poca cultura a riguardo, le ricostruzioni e i resti ancora presenti trasportano in un'altra epoca e lasciano i brividi.
Extra
Mai fidarsi dei cartelli ! Accidenti, tantissimi parcheggi in Normandia hanno le sbarre di ferro a 2 metri, e il furgo ha esattamente quell'altezza con le barre sul tetto. Non so nemmeno come sia stato possibile. Sono entrata in un parcheggio con la sbarra, poco più bassa di 2 metri. Procedevo a passo d'uomo con la testa fuori dal finestrino... passa la prima barra, mi rilasso, e sento un gran rumore. Pensavo di aver fatto un danno serio, e invece per fortuna no. La seconda barra è passata a stento ecco... E ora come esco ? Ho girato tutto il quartiere cercando qualcuno, siccome la sbarra aveva un lucchetto, ma nessuno. Dopo mezz'ora a cercare di capire come uscire (volevo evitare di dare un colpo serio e magari rompere le barre) ho avuto un'idea. Ho cercato diversi sassi, mi sono arrampicata sul basamento in cemento, ho sollevato di qualche centimetro la sbarra di ferro... e ho disposto i sassi su entrambi i lati per tenerla rialzata.
Mai fidarsi dei cartelli, parte due. Mi trovavo in viaggio su un tratto di autostrada nella periferia di Parigi. Dei cartelli segnalavano che seguiva un tratto possibile solo ai veicoli di altezza massima di 2 metri, con un divieto esplicito per camion. C'erano delle strisce di gomma che misuravano l'altezza e con il furgo ci sono passata perfettamente. Decido si seguire lo stesso la strada con un qualche dubbio: alla fine il divieto era solo per i camion e sopratutto nella periferia di una grande città volevo evitare di dover trovare una strada alternativa. Arrivo ad un casello e non riesco a pagare. Suono il campanello dell'assistenza e mi viene detto "è normale che non funziona. Non puoi passare". Rispondo che il mio veicolo è 2 metri e che ho passato le strisce che misuravano l'altezza. "Non puoi passare !!" si arrabbia la signora dell'assistenza. Così le chiedo come devo fare visto che mi trovo ad un casello, in autostrada. La risposta è stata "fai retro ed esci a destra" e ha chiuso la comunicazione. Ok e ora ? Per fortuna non era orario di punta e un furgone accanto a me si è trovato nella stessa situazione. Retro velocissima e via attraversando 6 corsie perpendicolarmente per raggiungere l'uscita....



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