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Il mio viaggio

Immagine del redattore: Larissa
Larissa
18 apr 2024
Tempo di lettura: 8 min

Questo blog è nato per raccontare di viaggi, di nuovi luoghi da visitare e nuovi panorami per riempire il cuore. Questa volta però voglio raccontarvi di un viaggio diverso, il mio viaggio. Ho pensato per molto tempo se fosse una buona idea, se espormi completamente potesse avere uno scopo oppure no. Ho deciso di farlo, un pò perché mettere nero su bianco molti pensieri in un periodo piuttosto impegnativo mi ha aiutata e un po' perché magari la mia condivisione possa essere d'aiuto a qualcuno (e viceversa, se qualcuno volesse condividere con me, ne sarei felice).

Premessa

La mia riflessione è partita da una realtà che viviamo tutti noi tutti i giorni, dietro lo schermo del nostro telefono. I social sono un mondo fantastico, perché se utilizzati in modo costruttivo e senza lasciarsi sopraffare (da tempo e aspettative illusorie) sono un ottimo mezzo per scoprire nuovi posti senza troppe ricerche, attraverso immagini o video. Si può entrare in contatto con altre persone con interessi comuni oppure che condividono lo stesso stile di vita e ci si può confrontare e proprio in questa ottica, si possono condividere le proprie esperienze.


Sui social si cerca leggerezza, spensieratezza, contenuti di facile trasmissione/ricezione che richiedono poco impegno come spettatore. E' quindi (quasi) inevitabile mostrare la migliore immagine di se stessi. Non necessariamente per nascondere, per apparire, per "mentire", ma semplicemente per lasciare quel mondo come tutti lo vogliono: leggero.


Fatta questa premessa, è normale che ogni persona che condivide i suoi momenti migliori sui social, ha una vita reale. E la vita reale è la maggior parte del tempo che vive la persona stessa. Questa quotidianità sicuramente è fatta di quei momenti condivisi online, ma anche di battaglie personali, problemi più o meno grandi che non vengono visti in quel mondo leggero.


Personalmente sono la prima a condividere esclusivamente momenti piacevoli delle mie giornate, in parte perché è più semplice condividere allegria, felicità e spensieratezza piuttosto che mettersi in gioco ed esporsi (come sto provando a fare ora, e ca**o se è difficile), in parte perché non vorrei mai far sentire il peso dei miei pensieri e dei mie problemi agli altri per poi ricevere una qualche forma di compassione non richiesta.

La salute

Amo praticare sport all'aria aperta; pubblico regolarmente foto e video delle mie passeggiate, di uscite con gli sci, di corse in montagna. La classica foto di vetta può trasmettere semplicità, dinamicità, leggerezza, avventura, allenamento, allegria. Dietro ogni mia attività sportiva ci sono però tantissimi sacrifici, impegno e calcoli sulla fattibilità nella mia vita quotidiana. Soffro di endometriosi e di nevralgia. Queste due condizioni portano ad un affaticamento eccessivo, a ore di recupero e di riposo e a dolori cronici che causano a loro volta altri disagi fisici e psicologici (quest'ultimi sembrano così irrilevanti eppure non sono assolutamente da sottovalutare). Lo sport mi aiuta sul piano psicologico perché osservare un tramonto dalla cima di una montagna mi riempie il cuore di gioia, pace e soddisfazione, ma sul piano fisico a volte è dannoso, spesso non riesco a fare quello che in realtà la mia mente vorrebbe. Ho imparato a vivere in equilibrio su questa sottilissima linea ma non è sempre facile. Tutto questo mondo apparentemente invisibile mi crea molto spesso tristezza, rabbia o frustrazione, e la classica battutina fatta senza nessuna malizia fa in realtà male: "non fare la mezza sega" "dai puoi dare di più" "eh ma sei sempre stanca" "piantala di lamentarti". (P.S: tutte le foto allegate a questo testo, sono momenti per me speciali: grandi conquiste personali, obiettivi fuori dalla comfort zone raggiunti, momenti di serenità).

La quotidianità

Il lavoro, la salute, i cani, l'appartamento, le attività sportive e i viaggi. Affrontare la quotidianità a volte sembra un'impresa. Far tornare i conti, dedicare il giusto tempo ai propri hobby, non trascurare i cani, organizzare viaggi. Ma è un circolo vizioso: dedicare tempo ai cani può implicare una rinuncia di tempo per se stessi, fare sport implica un riposo extra, organizzare un viaggio implica risparmiare a sufficienza. E anche qui è tutto un equilibrio sottile tra tutti questi fattori: saper dare il giusto valore e dedicare il tempo a ogni singola attività senza avere troppe ripercussioni sulle altre. Mi sono accorta nel tempo che se si lascia tutto alle circostanze o al caso, la quotidianità ci inghiottisce e invece di vivere, si sopravvive. Per questo mi sono ritrovata ad affrontare me stessa, prima di ogni altra cosa. Ho imparato ad essere io stessa la regista della mia vita e non una spettatrice. La crescita personale, secondo me, non è unicamente un percorso (limitato nel tempo o nello spazio): è uno stile di vita.

Le mie azioni concrete

Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia molto aperta, e questa mentalità mi ha sempre accompagnata. Negli anni ho dovuto affrontare situazioni più o meno difficili, o complesse che mi hanno portato disagio, dolore e tristezza (come ognuno di noi vive momenti positivi e meno positivi nella propria vita). La differenza negli anni è stato il mio modo di affrontarle. E di seguito vorrei condividere alcuni metodi che mi sono stati molto utili per accettare, per migliorarmi, per andare avanti, per progettare e per avere sempre la speranza anche quando tutto sembra andare nella direzione sbagliata. (N.B: non sono una professionista, non sono nessuno, mi fa piacere condividere piccoli gesti quotidiani che per me hanno fatto la differenza).


Anche nella giornata più storta delle storte, sicuro c'è qualcosa che è andato bene. Ho imparato a ritagliarmi un momento (di solito la sera, prima di andare a dormire) per essere grata per le cose belle, le cose che sento giuste, le cose che mi fanno sentire bene; non sono necessariamente cose grandi o plateali, ma possono essere piccolissimi gesti, brevi attimi. A volte mi accorgo già durante la giornata quali sono, a volte in quelle giornate davvero nere devo soffermarmi e ripensare a cosa mi ha fatta sentire bene. Sono sempre riuscita a trovare qualcosa per cui essere grata e ringraziare l'universo per avermi dato quella cosa. A volte è una bella passeggiata, a volte è una chiamata dalla persona giusta al momento giusto, a volte sono Luna e Maki che si prendono cura di me, a volte sono delle persone che entrano a far parte della mia vita quasi per caso, a volte invece sono emozioni, a volte sono io che faccio qualcosa.


Sono drastica, mi dispero, mi lascio sopraffare facilmente e questo stato d'animo mi porta ad essere inconcludente. Quando mi succede, me ne accorgo, mi fermo e scrivo su un foglio quello che devo fare, quello che non devo perdermi. Normalmente lo faccio con le azioni quotidiane, dunque stilo una lista di azioni che so che devo fare o che voglio fare sull'arco della giornata. Mi è d'aiuto perché prima di tutto non devo continuamente sforzarmi a pensare a tutta la lista, avendo paura di scordarmi qualcosa tra un'attività e l'altra e così non disperdo energie in una lista mentale costantemente in aggiornamento. Inoltre, siccome la faccio quando mi lascio sopraffare dalle situazioni come supporto, vistare man mano le voci delle azioni fatte mi sprona ad andare avanti. Una cosa alla volta. Un passo alla volta.


La mia valvola di sfogo è sicuramente lo sport, ma sopratutto quando lavoro, sono troppo stanca per fare attività fisica come vorrei. Mi sono resa conto che dovevo trovare un'attività non dispendiosa a livello fisico, ma che tenesse impegnata la mente. Una valvola di sfogo, ma che portasse rilassamento. Sicuramente leggere è un'attività che ultimamente ho ricominciato ad apprezzare: non sono mai stata una grande lettrice, mi stufo facilmente e le attività sedentarie non sono mai state il mio forte, anzi leggere romanzi mi creava nervosismo e la ritenevo una perdita di tempo. Quindi mi sono sempre ritrovata a dormire piuttosto che leggere. Ho ricominciato a leggere libri puramente didattici o informativi, libri che ritenevo di una certa utilità. Nel tempo però mi sono accorta che leggendo, la mia mente si rilassava (e voi direte beh, bella scoperta, si sa), mi sono ritrovata a leggere storie vere, racconti. La lettura sì, mi ha aiutata, ma mi mancava qualcosa, un'attività da svolgere concretamente. Ho ascoltato il mio istinto e ho iniziato a fare dei disegni su tela con pitture acriliche. Non sapendo da dove cominciare ho cercato qualche suggerimento sul web, ma inizialmente (non essendo una super disegnatrice) coloravo in modo molto approssimativo, senza tanti dettagli e un disegno mi richiedeva poco tempo e poco sforzo. Poi ho scoperto una modalità per impegnare e rilassare la mente, per staccarmi dai miei pensieri: i disegni geometrici. Tante linee, tantissimi piccoli spazi da colorare e la necessità di precisione e creatività. In poco tempo è diventata un'attività che svolgo regolarmente e che mi porta molta pace. (N.B.: penso che ognuno di noi, seguendo il proprio istinto, può trovare la sua attività).


Gli obiettivi da raggiungere spesso sembrano così lontani, non tangibili. Quando un obiettivo mi sta particolarmente a cuore e lo voglio raggiungere a tutti i costi (ovviamente parlo di obiettivi razionalmente raggiungibili con impegno, sacrificio, costanza. Non parlo di obiettivi completamente fuori dalla mia portata tipo: "Scalare l'Everest dopodomani") prendo carta e penna. Cosa devo fare per raggiungere questo obiettivo ? Preparo un elenco di micro-azioni concrete che messe tutte insieme una dopo l'altra porteranno ad un unico grande obiettivo. Fare un passo alla volta, una semplice azione alla volta ma tutte rivolte nella stessa direzione portano nel tempo al raggiungimento di un obiettivo che inizialmente sembrava enorme e teorico. Questo modo di affrontare le sfide mi è molto utile per non continuare solo a parlare di obiettivi senza passare alla pratica e per acquisire fiducia in me stessa, vedendo nel tempo le singole azioni intraprese. Serve costanza e determinazione, ma di questo meglio che non ne parlo perché sono le mie più grandi difficoltà e non ho ancora trovato il metodo che davvero fa per me.

La comfort zone

Tanti ne parlano e ognuno a modo suo. E' sempre più chiaro che chi ha il coraggio di lasciare la propria comfort zone si sente poi più realizzato, anche se fa davvero paura all'inizio. Lasciare la comfort zone non vuol dire necessariamente fare cose enormi e plateali, come ad esempio lasciare casa, lavoro, famiglia, amici per viaggiare con il proprio zaino. Si può uscire dalla comfort zone anche restando dove si è: in un contesto legato al luogo dove viviamo, legato alle persone che frequentiamo, legato alle attività che facciamo. Tutto sta nella nostra motivazione. E perché bisogna lasciare tutte quelle cose che ti fanno sentire protetto, al sicuro ? Nessuno infatti dice sia obbligatorio. Si tratta di una scelta, quella di migliorare se stessi (per se stessi) prima di tutto. Vivere esperienze nuove fuori dalla nostra quotidianità, ci spinge a scoprire dei lati di noi stessi che forse non consociavamo, ci spinge ad agire in un modo nuovo e a sviluppare nuove abilità. Non lasciarsi intrappolare dalla routine, rompere degli schemi significa accogliere tutte le opportunità che la vita ci presenta rendendo le giornate più colorate. Non è semplice, ma porta grandi soddisfazioni. (Il capitolo comfort zone potrebbe essere vastissimo, ma in questo contesto ritengo non sia da approfondire. Ma si potrebbe approfondire più avanti, con nuovi spunti).

Extra tips

Non voglio fare nessuna pubblicità, sia chiaro. Siccome mi piace condividere esperienze personali e vissute in prima persona, sopratutto se hanno un esito positivo, vorrei farvi conoscere Nicole. Un'amica, ma non solo: con lei ho intrapreso un percorso di coaching che mi ha aiutato a scoprire dei mezzi per affrontare con più consapevolezza e serenità le varie situazioni quotidiane che mi creavano stress o disagio. Nicole non fornisce soluzioni pronte: aiuta, indirizza e sostiene chi vuole seguire un percorso di crescita personale a trovare e valorizzare le proprie risorse per raggiungere dei propri obiettivi. E' un percorso che richiede impegno, pazienza e tempo ma che porta a tante soddisfazioni.


Per un supporto immediato e tangibile, vi consiglio invece un salto al Popolo delle Pietre dove Nadia vi saprà consigliare al meglio. In ogni fase della vita, le pietre possono dare supporto favorendo equilibrio.


Per avere un ambiente accogliente, pieno di vitalità, di luce e di armonia da Agata trovate candele, incensi, smudge che possono rendere questo percorso più piacevole e leggero.


 
 
 

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