Dolomiti, passando da Livigno e dalla Val Venosta

Aggiornamento: 1 apr
Viaggio caotico, quindi nessuna lista, ma un racconto in modalità diario.
Fine giugno per me è diventato sinonimo di Dolomiti. Ho deciso di iscrivermi nuovamente alla Cortina Skyrace ed è quindi un ottimo pretesto per fare qualche giorno di vacanza in zona.

Quest'anno sono partita da sola e ho deciso di raggiungere le Dolomiti un po' a
tappe. Partenza la sera dopo il lavoro con una prima destinazione in totale zona di comfort: Livigno, siccome era qualche mese che non ci andavo e sapete che è il mio posto del cuore ! Sono arrivata a Livigno con i colori del tramonto e ad aspettarmi c'era Jack, un amico che abita li. Pizza in cascina, il miglior modo per iniziare le vacanze. Ho dormito in un parcheggio molto tranquillo vicino al fiume, dove vado spesso. Il giorno dopo abbiamo fatto una passeggiata verso il Lach dal Mont partendo dal Rifugio Tridentina. Zona molto bella, sicuramente meno affollata rispetto alle zone più vicine al paese... e sopratutto senza mucche ! Per concludere al meglio le mie 24 ore a Livigno Jack ha preparato un'ottima tartare di cervo e camoscio, gustata dal parcheggio sul passo dell'Eira con i colori del tramonto.
Il giorno dopo ho deciso di andare a passeggiare in Val Zebrù, siccome avevo appena letto un libro che ne parlava molto bene. Ho parcheggiato a Niblogo, l'ultimo paese dove si può lasciare l'auto prima dell'inizio della Valle. L'idea iniziale era quella di raggiungere il rifugio Quinto Alpini, ma dopo 6 km ho incontrato degli animali da pascolo proprio sul sentiero... e chi mi conosce lo sa, ho paura degli animali se sono da sola con Luna e Maki. Ho quindi deciso di fare dietrofront e fermarmi ad un rifugio per il pranzo. La Valle è davvero bella e la passeggiata adatta a tutti: ho incontrato anche delle famiglie con dei passeggini un po' offroad: una strada sterrata e senza tratti eccessivamente ripidi, che costeggia il fiume.
Vista la giornata calda ho pensato di spostarmi verso l'alto alla ricerca di fresco e di passare la notte sul Passo dello Stelvio. Gli spot in libera, i tramonti, una cena semplice sono le cose che apprezzo di più della vanlife.
La mattina seguente volevo partire in direzione di Bolzano, ma mi sono trovata la strada del Passo dello Stelvio chiusa per una manifestazione... di trattori ! Ma nessun problema, ho aperto la cartina e ho scelto una passeggiata da fare. Sono partita dal Pass Umbrail in direzione dell'omonimo Pizzo. Zone totalmente nuove per me e mi stupisco davvero con poco, continuavo a guardarmi in giro dicendo "wow". La passeggiata si sviluppa su pochi chilometri ma non è da sottovalutare, infatti da metà in poi il terreno è fatto di ghiaia facilmente franabile e in un tratto particolarmente ripido sono presenti delle catene. Arrivate a circa 200 metri dalla croce di vetta, ho deciso di rinunciare: nell'ultimo tratto c'era ancora neve e due ragazzi che stavano scendendo mi hanno confermato che era particolarmente scivoloso. Quando sono in montagna da sola sono ancora più prudente del solito e se non sono più che sicura preferisco tornare indietro: sia per me ma anche per non mettere in pericolo inutilmente Luna e Maki.
Mentre pranzavo, ancora sul Passo dello Stelvio, cercavo un posticino per la notte lungo la strada. Utilizzo molto Park4night e scelgo gli spot leggendo le recensioni... uno in particolare mi ha colpita: un parcheggio privato gestito dai proprietari di un giardino botanico. Ho chiamato per sapere se c'era posto e mi hanno risposto in modo positivo: mi aspettavano dopo un'ora circa. Arrivata al Kräuterschloss in Val Venosta, trovo un gesto semplice ma che mi ha fatto molto piacere: la piazzola segnata con una lavagnetta con scritto il mio nome. Il giardino botanico è a conduzione famigliare, è possibile passeggiare in tutti i luoghi comuni (come il giardino stesso, la terrazza) e si ha la possibilità di pernottare gratuitamente nel loro parcheggio e avere accesso ai servizi, previo accordo con i proprietari. All'interno della struttura c'è uno shop con tutti i loro prodotti artigianali: tisane e infusi, miscele di spezie, pasta e miele molto particolari, prodotti cosmetici e molto altro. Ho trascorso poco più di dodici ore in questo posto con un'energia davvero speciale. Consiglio vivamente una sosta se siete in zona !
La mattina seguente sono partita senza grandi programmi: mi piace guidare, guardare il panorama che cambia, ascoltare musica: che meraviglia dopo Bolzano iniziare a vedere le montagne, quelle belle ! Sono arrivata verso mezzogiorno sul Passo Sella, ho deciso di fermarmi per un pranzo nel van e per una passeggiata, senza nessun programma e senza nessuna destinazione.
Ho continuato il viaggio con lo stesso spirito della mattina: completamente ad improvvisazione. Ho trovato una fontana lungo la strada e ne ho approfittato per caricare il serbatoio dell'acqua che iniziava a scarseggiare e ho deciso che mi sarei fermata quando trovavo un posto che meritava... così sono arrivata al Passo Valparola. Sentendo gli amici in Ticino che lamentavano l'arrivo della canicola ero davvero felice di essere su un passo a 2100 metri e mettere il pile appena il sole si è abbassato.
Sveglia presto e traccia GPS pronta: direzione Settsass. Un giro ad anello con panorami mozzafiato con partenza dal Passo Valparola. Non mi perdo troppo a descrivere la passeggiata, ma vi lascio il link con la descrizione dettagliata che ho consultato prima di partire. Nel pomeriggio è arrivato un gran temporale e ne ho approfittato per spostarmi in basso e fare un po' di spesa. Appena la pioggia si è calmata sono tornata sul Passo Valparola a cercare un posto per la notte, un po' più in basso. E' tornato il sole ma le temperature sono rimaste piuttosto basse e ho cenato con polenta e gorgonzola.
La mattina seguente ho visto Luna particolarmente stanca, così ho fatto una breve passeggiata con Maki e il resto della giornata è stato con un ritmo lento. Bucato a mano e una doccia come si deve (compresa di lavaggio capelli, cosa che con il van non è sempre così facile e comoda). Uno spot un po' appartato con posto per un solo van e un tramonto magnifico: una serata perfetta.
Sveglia presto, due passi con Luna e Maki e mi sono spostata verso il Passo Falzarego dove ad attendermi c'era Marica con il caffè pronto. Ci siamo conosciute qualche anno fa, tramite social (eh si, perchè i social portano anche cose belle !) e finalmente, dopo tanti tentativi, ci siamo incontrate di persona. Avete mai provato quella sensazione di già conoscere qualcuno da una vita anche se vi siete appena incontrati ? Ecco, è andata esattamente così. Una colazione tra i nostri due van con i primi raggi di sole a raccontarci delle nostre vite: così lontane eppure con così tante cose in comune. Anche lei ha due cani: Chubby e Yuma. Quando il sole si è alzato completamente abbiamo deciso di fare una passeggiata sui prati verso il Col Gallina: che gioia per tutti !
Ci siamo salutate e in tarda mattinata mi hanno raggiunta i miei fratelli con mio papà. Abbiamo fatto una passeggiata verso il Col Gallina per visitare alcune trincee visto che mio papà è un appassionato di storia. Pranzo al ristorante proprio sul Passo Falzarego per poi scendere in direzione Cortina e piazzarci al Camping Olympia, il mio solito, quello di cui vi ho già raccontato. Arrivare ed essere accolti con "vi ho tenuto le tue piazzole preferite, le tue solite vicino al fiume" fa sentire davvero a casa. Il tempo di iniziare a montare la tenda ed ecco arrivare Keith in bici, partito dal Ticino tre giorni prima. Tutta la banda riunita per la prima cena in campeggio, partite a carte e tanti vizi per Luna e Maki.
Giovedì (per me) il grande giorno, il giorno della gara: 21 km con 1000 metri di dislivello fino alla Forcella di Zumeles. La mattina ci siamo spostati tutti insieme in centro a Cortina con le bici e poi ci siamo divisi: Paul mi ha accompagnata a ritirare il pettorale e poi siamo andati a fare un qualche acquisto sportivo per lui, mentre gli altri hanno fatto un po' di spesa per il pranzo. Ho passato tutto il giorno a controllare e confrontare più app meteo perchè proprio nel tardo pomeriggio indicavano temporali. La gara viene confermata e con il cielo grigio parto lo stesso. Ho ottime sensazioni durante la maggior parte della salita, pochissimi dolori e mi godo il panorama sopra Cortina. Il cielo diventa sempre più scuro e proprio all'inizio della salita sotto la Forcella di Zumeles inizia a grandinare, ma nessuno si è lasciato prendere dallo sconforto, piuttosto con alcune ragazze abbiamo iniziato ad assicurarci che stessimo tutte bene e poi una volta messe le k-way abbiamo iniziato a ridere per la situazione. La discesa in realtà non è andata così male, perchè oltre ai pochi minuti in cui ha grandinato, il resto del tempo ha solo piovigginato leggermente. Arrivo al traguardo con il tifo di Eti, Keith e mio papà, soddisfatta del mio tempo: 20 minuti in meno dell'anno precedente. E' stato un ottimo risultato che mi ha fatto davvero bene moralmente, siccome ho passato l'ultimo anno tra risonanze per monitorare la situazione dei dolori addominali, tanta tanta fisio e una nuova terapia per il dolore.
Come da tradizione, rientro al campeggio in bici e per cena pizza !
Da diversi anni portavo con me un sogno... la vetta della Tofana di Rozes. Paul e mio papà sono rimasti a Fiames con Luna, mentre io con Eti, Keith e Maki siamo partiti verso il Rifugio Dibona, dove abbiamo parcheggiato. Da li siamo partiti seguendo le indicazioni per il Rifugio Giussani per poi iniziare la ripida via verso la Tofana di Rozes. Nell'ultimo tratto abbiamo incontrato un passaggio con della neve: essendo particolarmente ripido, ho pensato di fermarmi li ed ammirare la vetta dal basso. Mio fratello e Keith hanno invece continuato verso la vetta... ma poco dopo sono tornati a prendermi dicendo "non puoi perderti tutto questo, un passo alla volta sali e vedrai che non è così brutto come sembra". Mi hanno incoraggiata e con Maki sono arrivata fino alla mia tanto attesa Tofana di Rozes. Un panorama, tipicamente dolomitico, da lasciare senza fiato. Questa è una giornata di quelle che custodisco nel cuore con tanta gratitudine.
Sabato mattina sveglia con caffè e brioches e tanti auguri a mio papà ! Essendo il suo compleanno, abbiamo lasciato a lui la scelta sul programma della giornata. Così dopo aver smontato tutto il nostro accampamento siamo andati a pranzare al Rifugio Dibona e nel pomeriggio ci siamo spostati verso Misurina, siccome il suo desiderio era guardate il tramonto e trascorrere la notte sotto alle Tre Cime di Lavaredo. Siamo arrivati al grande parcheggio (se volete salire fino a qui in auto informatevi bene: è obbligatoria la prenotazione del parcheggio!) e Keith ha preparato per tutti un risotto alla luganighetta squisito. Le cene all'aria aperta, in montagna, senza troppi rumori e fatte di gesti semplici sono le mie preferite. Abbiamo seguito il sentiero che porta dall'altro lato delle Tre Cime proprio per il calare del sole. Ho visto molti tramonti da quella prospettiva, ma ogni volta è davvero magico.
Colazione al Rifugio Città di Auronzo e poi partenza per rientrare a casa. Ogni volta che parto dalle Dolomiti, lascio un pezzetto di cuore, ma torno a casa con tanti ricordi meravigliosi. E ogni volta, penso già a quando tornerò.

Grazie a Paul, Eti, Didi e Keith per i bellissimi giorni trascorsi insieme !




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